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Valutazione attività economiche

Valutazione attività economiche

MicroSectors fornisce un servizio di valutazione delle attività economiche basato sul metodo della Discounted Cash Flow Analisys (o Metodo dei flussi di cassa attualizzati).

Il servizio base (in genere richiesto dai venditori di un’attività economica) viene realizzato sulla base di alcuni indicatori forniti dal cliente tramite un semplice modulo o con l’invio dei bilanci degli ultimi tre anni e costa 500 euro. La consegna avviene entro due giorni lavorativi dal ricevimento dell’ordine.

I dati necessari per la valutazione sono:

Fatturato o Incasso annuo (euro)

Capitale investito o Totale Attivo (euro)

Costo del lavoro (euro)

Ammortamenti (euro)

Altri costi (euro)

Altri proventi (euro)

Margine operativo (euro)

Risultato dichiarato (euro)

Indirizzo e.mail ed annotazioni

Il servizio ad hoc (in genere richiesto dai compratori di un’attività economica) richiede l’utilizzo di dati desumibili dai bilanci dei principali concorrenti o da dati pubblici sui conti economici delle imprese (di fonte ISTAT). In questo caso il costo può arrivare a 1.000 euro e la consegna avviene entro due settimane dal ricevimento dell’ordine.

Per ulteriori informazioni microsectors@microsectors.eu

Il valore che verrà fornito sarà quello che consente al compratore di remunerare adeguatamente il capitale investito ed al venditore di ottenere una somma equa per la propria attività.

Metodologia applicata

Nella determinazione del valore di un’attività economica possono essere utilizzati diversi metodi che risulteranno più o meno adeguati al caso specifico. Si tratta di metodologie che non si escludono a vicenda ma che si integrano nel processo di approssimazione verso quel valore, ritenuto equo, che verrà stabilito dalle parti.

L’utilizzo di modelli di calcolo costituisce il primo passo verso la definizione del valore finale; nel corso del processo di contrattazione entreranno in gioco elementi specifici della singola attività economica (di carattere sociale, territoriale, economico, personale o famigliare) che nessun modello sarà mai in grado di comprendere. La forza dei metodi di valutazione sta, invece, nella loro capacità di fissare dei paletti e nell’offrire quelle approssimazioni condivisibili che consentono alle parti di valorizzare adeguatamente gli elementi peculiari della singola attività. Risulta, di conseguenza, ragionevole ricorrere a più metodi di valutazione al fine di ottenere un set di valori che condurranno al prezzo finale stabilito dall’incontro tra domanda ed offerta.

Che si tratti di modelli basati sui sentiment di mercato e, quindi, sull’esperienza di casi analoghi o di modelli che si basano sull’utilizzo di parametri economici medi, in entrambi i casi, i risultati forniranno un punto di partenza sul quale basare la contrattazione vera e propria.

Ogni modello di valutazione aziendale dovrà, quindi, necessariamente garantire un elevato grado di razionalità dei procedimenti, di dimostrabilità dei paramentri utilizzati e di oggettività e stabilità dei risultati.

Nel caso del metodo della Discounted Cash Flow Analisys (o Metodo dei flussi di cassa attualizzati) il valore economico dell’attività economica deriva da un processo di attualizzazione, per un numero congruo di anni, dei flussi di cassa attesi cui si aggiungono i ricavi prevedibili dalla cessione dell’attività (al netto delle spese di commercializzazione).

Il metodo si basa sulla definizione, a priori, di una serie di parametri (grado di rischio, ricavi e redditività) che consentono di stabilire:

  • il tasso di attualizzazione,
  • i flussi di cassa attesi,
  • il valore previsto di cessione dell’attività a fine periodo.

Il concetto che sta alla base del metodo è quello della equa remunerazione del capitale investito e del suo recupero al termine dell’operazione. Il valore economico espresso dal modello è quello che ottimizza la decisione d’acquisto sulla base di considerazioni squisitamente economico-finanziarie.

Definizione del tasso di attualizzazione

Il tasso utilizzato per attualizzare i flussi di cassa previsti è quello che consente di remunerare il proprio capitale e quello reperito sul mercato, oltre a consentire di mantenere efficienti le strutture dell’attività economica.

Il modello di base assume come punto di partenza il rendimento lordo dei BTP a 10 anni al netto delle imposte. Risulta evidente che un risultato finale dell’operazione che comportasse un tasso di rendimento inferiore ad un investimento in titoli di stato non potrebbe essere considerato economicamente efficiente.

Al tasso dei titoli di Stato va aggiunta:

  • la remunerazione per mancanza di liquidità;
  • la remunerazione del rischio imprenditoriale

Al tasso di attualizzazione a prezzi correnti così ottenuto viene detratta l’inflazione per ottenere il tasso di attualizzazione a prezzi costanti.
Un indicatore di rischio per le diverse tipologie di attività può essere ottenuto, ad esempio, confrontando l’andamento della numerosità delle imprese esistenti nel 2000 e quelle attualmente esistenti: un andamento negativo (le cessazioni hanno superato le aperture) è indice di una rischiosità elevata mentre, al contrario, un andamento superiore alla media è indice di una rischiosità più ridotta

Per la definizione dei flussi di cassa si assumono come base i dati sui conti economici delle imprese forniti dall’Istat, rivalutati in base agli indici del valore delle vendite del commercio fisso al dettaglio a prezzi correnti.
I dati consentono di definire il margine operativo, dal quale va detratta l’imposizione fiscale per ottenere il risultato di esercizio.
Al risultato di esercizio vengono aggiunti gli ammortamenti per ottenere il flusso di cassa

Ottenuto il flusso di cassa medio, si procede:

  • all’attualizzazione dei flussi di cassa futuri assumendo un’ipotesi prudenziale di una sostanziale stabilizzazione dei flussi attuali e di recupero dell’inflazione,
  • alla definizione del valore previsto di cessione dell’attività a fine periodo. replicando la funzione dei flussi di cassa applicata al cash flow previsto dell’ultimo anno ed applicando il metodo della rendita infinita (reddito dell’ultimo periodo diviso il tasso di attualizzazione a moneta costante al netto spese di commercializzazione); il dato viene ulteriormente attualizzato al momento presente.

La somma dei flussi e del valore di cessione attualizzati fornisce il valore economico dell’attività: cioè quel valore che, date le attese di redditività e dati gli indici medi del settore di riferimento, consente al compratore di remunerare adeguatamente il capitale investito, pagare gli interessi su eventuali prestiti e ripristinare il capitale stesso con gli ammortamenti.


Dati generali sulle imprese manifatturiere italiane

classi di addetti
totale meno di 10 10 -19 20 -49 50 – 249 oltre 250
imprese n 514.452 426.681 51.986 24.230 10.162 1.393
fatturato mn € 930.579 99.836 91.419 130.763 251.105 357.456
valore aggiunto mn € 218.871 31.360 26.540 33.999 56.546 70.426
costo del lavoro mn € 131.742 12.930 15.608 21.736 36.528 44.940
investimenti mn € 32.727 4.772 3.385 4.336 8.261 11.973
Addetti . 000n 4.577 1.174 696 724 977 1.006
Dipendenti . 000n 3.834 588 595 684 963 1.004
Esportazioni mn € 319.771 n.d. n.d. n.d. n.d. n.d.
Esportazioni totali mn € 332.013 n.d. n.d. n.d. n.d. n.d.
Esportazioni 2007 mn € 355.817 32.913 23.055 42.567 99.729 157.553
Indici
valore aggiunto/fatturato % 23,5 31,4 29,0 26,0 22,5 19,7
fatturato/addetto .000€ 203,3 85,0 131,3 180,6 257,0 355,3
valore agg/addetto .000€ 47,8 26,7 38,1 47,0 57,9 70,0
costo lavoro/dipendente .000€ 34,4 22,0 26,2 31,8 37,9 44,8
investimenti/dipendente .000€ 7,2 4,1 4,9 6,0 8,5 11,9
export/fatturato % 34,4 n.d. n.d. n.d. n.d. n.d.
export maniff/tot exprot % 96,3 n.d. n.d. n.d. n.d. n.d.
export 2007/fatturato % 38,2 33,0 25,2 32,6 39,7 44,1
val agg/costo del lavoro 1,66 2,43 1,70 1,56 1,55 1,57

Fonte: ISTAT